Insieme in Tour - Roby Facchinetti & Riccardo Fogli

A casa, oltre l’orizzonte | Insieme in Tour @ Milano – Roby Facchinetti e Riccardo Fogli

Dall’inferno si torna su.

Tra le tantissime righe delle canzoni scritte e cantate, forse nessuna è più adatta di questa.
Sì, perché i mesi dopo Sanremo non sono stati facili, per Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, e chi li conosce un po’, lo sa bene: critiche fin troppo cattive, cambio di data e location per i due concerti e, chissà, forse tanta, tantissima paura di non farcela.

E invece nulla può abbattere quei due fratelloni con cinquant’anni di carriera alle spalle. Con loro ho avuto paura anch’io e insieme l’abbiamo cantata via in un concerto che ci ha restituito con gli interessi ciò che credevamo di aver perso.

Insieme in Tour - Roby Facchinetti & Riccardo Fogli

Voce potente, quella di Roby, che relega in un angolino quella che al Festival gli aveva giocato brutti scherzi. Dolce e sicura, quella di Ricky. Insieme sono perfetti. Si percepisce da lontano quell’intesa che li unisce da mezzo secolo, amici prima che colleghi. Potremmo chiederci cosa sarebbe accaduto se Patty Pravo non si fosse mezza in mezzo in quel maledetto 1972, ma la storia è quella che sappiamo tutti a menadito.
Ciò che importa, alla fine, è che se un’amicizia ha resistito a tutto questo, è perfetto così.

Quanti pugni sulle porte, notti in mezzo a tre corsie
con il cuore identico, le facce di altri due.
Siamo stati dei bambini, padri, amanti e zingari,
siamo stati chi eravamo, ma torniamo qui.

Nel concerto ci sono i pezzi di Insieme, l’album uscito lo scorso novembre, quelli più belli della carriera solista di Riccardo, di Roby, i brani storici dei Pooh. Quattro mondi in uno, legati insieme da un grande lavoro di arrangiamenti che ha dato a tutti i brani un respiro energico e intenso – anche se in effetti di respiro tra le canzoni non ce n’era molto, ma quella con poco fiato sono io, non loro.

Insieme in Tour - Roby Facchinetti & Riccardo Fogli

Dunque, ci siamo ritrovati a Milano per riallacciare le fila di un discorso messo soltanto in pausa, che ricomincia a scorrere con la stessa calligrafia, ma che traccia una storia nuova.

Ci siamo detti di nuovo che dobbiamo fare col cuore per tornare su dall’inferno. Abbiamo imparato quanto è grande il mondo, che se avremo ali per guardare e occhi per volare non dovremo dimenticarci di nessuno.
E se le cose vanno via – come le spine dalle rose -, ci aspetta un’alta marea per riportarci a casa, oltre l’orizzonte.

Casa che è il palco, il luogo in cui tutto si ricompone e dove ci si sente completi e felici, ogni artista col suo pubblico.
Al diavolo le competizioni, noi cerchiamo solo di sentir vibrare il cuore a tempo.

Insieme.

 

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