Two men show | Massimo Lopez e Tullio Solenghi

Quando si parla di comicità, di varietà – che sia in televisione o in teatro – il mio pensiero corre immediatamente a coloro che hanno reso grande questo genere in anni in cui io non ero ancora nata o ero troppo piccola per ricordare. Per fortuna poi ci hanno pensato Techetecheté & co a farmi conoscere tutta una serie di personaggi di cui personalmente, pur senza essere stata loro contemporanea, sento molto la mancanza.
Quanto erano belli i varietà di trenta, quarant’anni fa, quando si riusciva a ridere di gusto senza sentire un numero spropositato di parolacce, quando bastava la mimica facciale per creare un personaggio? (Ho sbagliato epoca per nascere, lo dico sempre. 😅)

Massimo Lopez e Tullio Solenghi appartengono senza alcun dubbio a questa schiera di ‘grandi’, perciò, non appena ho scoperto che il loro spettacolo avrebbe aperto la stagione teatrale della mia città, mi son detta che non l’avrei perso per niente al mondo. E così è stato.

Premetto che ho già avuto l’occasione, qualche anno fa, di assistere allo show di Massimo Lopez “Ciao, Frankie” (dedicato a Frank Sinatra) e sapevo che, quasi sicuramente, vi avrei ritrovato qualcosina anche di quello – lo speravo, in effetti.

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Due ore di sketch, imitazioni e pezzi cantati, il tutto con il prezioso sostegno musicale della Jazz Company: un mix fenomenale di divertimento con qualche punta di riflessione – il che, pirandellianamente parlando, è ciò che fa la vera comicità.
Se poi aggiungiamo una grande abilità da teatranti frutto di anni di studio e di carriera, (ancora prima di approdare in televisione negli anni ’80)… beh, come si fa a resistere a Solenghi in versione Amleto multilingue o a Lopez che cambia voce ‘politica’ semplicemente spostandosi più a sinistra o più a destra del palcoscenico? Oppure alla coppia di pontefici, Ratzinger e Bergoglio, che si ritrovano per pranzo e finiscono per duettare su Sound of silence come due Simon & Garfunkel in total white?

 

Ve lo dico io, non si può star troppo seri.

Anche se poi il momento di commozione spunta lo stesso, perché il ricordo del Trio viaggia sottile lungo tutto lo spettacolo, ma il pensiero per Anna si rivela prezioso quanto doveroso. Arriva un po’ all’improvviso, una parentesi delicata e intensa da cui sgorga un lungo applauso e, magari, anche qualche lacrima. Ché magari nessuno di noi ha mai conosciuto di persona quella meravigliosa attrice che era la Marchesini, ma si sa: quando qualcuno che è entrato nella nostra quoditianità anche solo da un palcoscenico ci lascia, è come se se ne andasse un pezzettino di ciò che noi stessi siamo.

E per questo mi sento di dire che, sì, ho visto il “Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show”, ma ho visto anche uno spettacolo de Il Trio. In una versione tutta particolare a metà tra il cielo e la terra, passatemela, però sono certa che, con qualcuno dei suoi travestimenti migliori, a questo spettacolo partecipi tutte le sere anche Anna.

 

Insomma, sbirciate le date della tournée. Se capitano dalle vostre parti vi consiglio di non lasciarvi scappare una serata a teatro in loro compagnia! 😉

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