Tre Valli Varesine 2016

Il fruscio della libertà | Tre Valli Varesine 2016

Eccomi qui, finalmente inauguro questo posticino (la sua breve storia la trovate qui: https://caffeandbiciclette.com/about-me/!)
Non potevo non farlo se non partendo da un evento che mi ha sempre appassionata, dapprima in maniera inconsapevole, ma che col passare del tempo si è rivelato essere una passione vera e propria…

E quindi eccomi di nuovo a Varese per vivere una nuova Tre Valli Varesine, caratterizzata anche quest’anno dalla presenza di tanti grandi nomi del ciclismo nazionale e internazionale. Oltre al ‘nostro’ Vincenzo Nibali, che ha trionfato lo scorso anno, sono transitati sulle strade del Varesotto Philippe Gilbert, Rigoberto Uran, Fabio Aru, l’oro olimpico su pista Elia Viviani e tanti altri. Dovrebbe bastare questo schieramento di grandi nomi ad azzittire le polemiche che ogni anno si ripresentano puntuali riguardo al blocco del traffico cittadino. Oppure la visione di tutta quella gente assiepata lungo le strade di Saronno, di Varese e della provincia, testimone del fatto che l’impetuoso movimento rotatorio dei raggi delle bici sa catturare e ipnotizzare ancora oggi.

Tre Valli Varesine 2016

Qualcuno, più o meno tifoso, mi pone a bruciapelo la fatidica domanda Chi vince oggi?, a cui il cuore risponde sempre con il nome del campione più amato che sta partecipando alla gara in questione (nel mio caso Nibali). La testa, invece, ha già fatto i suoi calcoli, ma si tiene per sé il pronostico, ha quasi paura di sbagliare. La speranza di rivedere coi propri occhi un grande campione sul podio fa a botte con la sensazione che, passaggio dopo passaggio, suggerisce che oggi è il giorno di Colbrelli o di Ulissi. Ed è proprio la sensazione ad azzeccarci, perché ad alzare le braccia in segno di vittoria è proprio il corridore della Bardiani-CSF Sonny Colbrelli che, forte della vittoria alla Coppa Agostoni di Lissone, si è portato a casa l’intero Trittico Lombardo, mentre al secondo posto si è piazzato Diego Ulissi, della Lampre-Merida e vincitore, tra le altre, di alcune tappe allo scorso Giro d’Italia. Sul terzo gradino del podio si è accomodato invece Francesco Gavazzi (Androni-Sidermec), che ha tagliato il traguardo pochi millimetri prima del corridore della Cannondale-Drapac Tom Jelte Slagter.

È questo uno dei tanti motivi per cui amo il ciclismo: il fatto che non sia mai scontato, che cuore e testa non sempre dicano lo stesso ad un tifoso, mentre in un ciclista la loro combinazione si rivela fondamentale per volare fino al traguardo, dando tutto ciò che si ha. Anche quando non basta per vincere. 

Tre Valli Varesine 2016

Se chiudo gli occhi per riassaporare quelle emozioni, mi ritrovo ancora abbarbicata alla transenna, con la mia fedele macchina fotografica al collo, intenta a lasciarmi travolgere dallo spostamento d’aria e dal fruscio delle ruote che corrono velocissime sull’asfalto.

Credo che non esista al mondo, per me, una sensazione più bella: l’aria che sferza il viso, in quel modo rude e dolce nello stesso tempo, e fa sentire un po’ come se ci si trovasse in volo è una cosa che ho sperimentato solo nel contatto con il mondo delle due ruote.

Me la gusto, questa aria, come se fosse un sapore. Lascio che mi entri dentro e che mi spezzi la voce, mentre grido il nome di qualcuno riconosciuto al volo nella marea colorata che mi sfreccia davanti agli occhi.

Ho solo una parola in mente, per descrivere tutto questo: libertà.

‘Libertà di’, non ‘libertà da’ – perché per quanto si possa esser leggeri, certi pesi più o meno belli si portano lo stesso anche sopra ad una bici – che si percepisce pedalando su due ruote sottilissime, in un equilibrio talvolta precario, con le braccia tese sul manubrio e lo sguardo rivolto in avanti.
In questa idea di libertà ho scoperto una motivazione valida non solo per una qualsiasi gara, ma per la vita intera, che altro non è che una strada da percorrere in costante movimento tra salite e discese.

Insomma, come dice una massima di Albert Einstein di cui mi sono innamorata a prima vista:

La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio, devi muoverti.
Tre Valli Varesine 2016

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